Dichiarazione Di Autonomia 1910

Noi, sottoscritto Vescovo, a nome del nostro clero e dei
laici della Chiesa cattolica d’Inghilterra, con la presente
proclamiamo e dichiariamo l’autonomia e
l’indipendenza della nostra porzione di Chiesa Una,
Santa, Cattolica e Apostolica. Non siamo in alcun modo
soggetti o dipendenti da alcuna sede straniera, né
riconosciamo il diritto di alcun membro degli organismi
religiosi noti come “vetero-cattolici” nel continente, di
esigere da noi la sottomissione alla loro autorità o
giurisdizione, o ai decreti, decisioni, regole o assemblee,
a cui non abbiamo né preso parte né espresso accordo.
Avevamo supposto e creduto che la Fede, una volta
consegnata ai santi, ed esposta nei decreti dei Concili
accettati come ecumenici non meno in Occidente che in
Oriente, sarebbe continuata inalterata, sia per aumento
che per diminuzione, nella venerabile Chiesa della
Nazione Olandese. Abbiamo anticipato che l’ammirevole
fedeltà con cui i Vescovi e il Clero di quella Chiesa
avevano aderito alla Fede e l’avevano trasmessa, non
macchiata dall’eresia, nonostante le gravi persecuzioni
durante tanti secoli, non avrebbe mai
vacillato.Purtroppo, tuttavia, scopriamo con sgomento,
dolore e rammarico che le norme dell’ortodossia,
stabilite in passato dai Padri e dai Concili dell’Oriente e
dell’Occidente, essendo state deviate in vari particolari
da alcune sezioni del vetero-cattolicesimo, queste
partenze, invece di essere controllate e represse, sono,
almeno tacitamente, tollerate e accettate senza
protestare. dalla Gerarchia della Chiesa dei Paesi Bassi.
Al fine di evitare fraintendimenti, specifichiamo qui nove
dei punti di differenza tra i vecchi cattolici continentali e
noi stessi: Sebbene il Sinodo di Gerusalemme, tenutosi
sotto Dositeo nel 1672, non fosse un Concilio ecumenico,
i suoi decreti sono accettati dalla Santa Chiesa ortodossa
d’Oriente come espressione accurata della sua fede e
sono in armonia con i decreti del Concilio di Trento sui
dogmi di cui trattano. Siamo d’accordo con la Santa
Chiesa Ortodossa, riguardo a questo Sinodo, Quindi,
sosteniamo e dichiariamo che ci sono sette Santi Misteri
o Sacramenti istituiti dal Nostro Divino Signore e
Salvatore Gesù Cristo, quindi tutti necessari per la
salvezza dell’umanità, anche se tutti non devono
necessariamente essere ricevuti da ogni individuo, ad
esempio gli Ordini Sacri e il Matrimonio. Alcune sezioni,
se non tutte, degli organismi vetero-cattolici, rifiutano
questa credenza e rifiutano di dare il loro assenso ai
decreti del Santo Sinodo di Gerusalemme. Inoltre, alcuni
di loro hanno abolito il sacramento della Penitenza
condannando e sopprimendo la confessione auricolare;
altri scoraggiano attivamente questa pratica salutare;
altri, ancora, pur tollerandone l’uso, dichiarano che il
sacramento della Penitenza è meramente facoltativo,
quindi non necessario, e non ha alcun obbligo, anche
per coloro che sono caduti in peccato mortale dopo il
Battesimo. In accordo con la fede e la pratica della
Chiesa universale, aderiamo alla dottrina della
comunione dei santi invocando e venerando la Beata
Vergine Maria e coloro che hanno ricevuto la corona
della gloria in cielo, così come i Santi Angeli di Dio. I
vetero-cattolici nei Paesi Bassi non hanno ancora
abbandonato del tutto questa pia e utile usanza, ma, in
alcuni altri paesi, l’invocazione dei santi è stata
totalmente abolita dai vetero-cattolici. Sebbene possa
essere lecito e, anzi, molto auspicabile, in alcuni paesi, e
in determinate circostanze, rendere la liturgia nelle
lingue volgari, riteniamo che non sia né opportuno né
tollerabile che gli individui compongano nuove liturgie,
secondo le loro opinioni particolari, o facciano
alterazioni, omissioni e cambiamenti nei venerabili riti
per soddisfare le loro peculiari fantasie, pregiudizi o
idiosincrasie. Deploriamo le mutilazioni di questo tipo
che si sono verificate tra i vetero-cattolici in diversi paesi
e deploriamo che non ci siano due delle nuove liturgie
da loro composte e pubblicate uguali, né nella forma né
nella cerimonia. In tutti essi le antiche rubriche sono
state messe da parte, e le cerimonie e il simbolismo con
cui i Sacri Misteri dell’Altare sono stati riverentemente
circondati per molti secoli, sono stati, in tutto o in parte,
spietatamente spazzati via. Anche il rito della
benedizione del Santissimo Sacramento è stato quasi
universalmente abolito tra i vetero-cattolici. In
conformità con l’insegnamento primitivo della Chiesa
dei Paesi Bassi, che ha prevalso fino a una data molto
recente, consideriamo un dovere da parte dei cristiani
occidentali ricordare Sua Santità il Papa come loro
Patriarca nelle loro preghiere e sacrifici. Il nome di Sua
Santità dovrebbe quindi mantenere la sua posizione nel
Canone della Messa, dove, come abbiamo osservato
nella nostra consacrazione a Utrecht, era consuetudine,
e lo è rimasto fino a una data recente nell’anno in corso
(1910), che il celebrante reciti il nome del nostro
Patriarca nel modo consueto nella Messa e nelle Litanie
dei Santi. La pubblicazione di una nuova liturgia volgare
olandese in questo anno ci fa rammaricare che il clero
olandese sia ora tenuto a omettere il nome di Sua
Santità nel Canone della Messa. Fortunatamente, solo
un piccolo numero di altre modifiche nel testo del
Canone sono state finora introdotte. Questi includono
l’omissione del titolo, “sempre Vergine” ogni volta che
ricorre nel Messale latino. Tali modifiche aprono la
strada ad altre di natura ancora più grave, che
potrebbero essere apportate in futuro e, a nostro avviso,
sono da deplorare. Seguendo l’esempio dei nostri
antenati cattolici, veneriamo l’adorabile sacrificio della
Messa come atto supremo di culto cristiano istituito da
Cristo stesso. Siamo addolorati che il clero veterocattolico,
nella maggior parte dei paesi, abbia
abbandonato la celebrazione quotidiana della Messa, e
ora limiti l’offerta del sacrificio cristiano alle domeniche
e ad alcune delle feste più grandi. La corrispondente
negligenza del Santissimo Sacramento e l’infrequenza
della Santa Comunione, da parte dei laici, sono marcate.
In conformità con la consuetudine cattolica e con i
decreti dei Concili ecumenici, riteniamo che l’onore e la
gloria di Dio siano promossi e accresciuti dall’uso
devoto e religioso di immagini sacre, statue, simboli,
reliquie e simili, come aiuti alla devozione, e che, nei
rapporti con coloro che rappresentano, devono essere
tenuti in venerazione. I vetero-cattolici hanno, in
generale, preferito fare a meno di tali aiuti alla pietà.
Riteniamo che i Santi Sacramenti debbano essere
amministrati solo a coloro che sono membri della Santa
Chiesa Cattolica, non solo mediante il Battesimo, ma
mediante la professione della Fede Cattolica nella sua
integrità. Sfortunatamente, scopriamo che persone che
non sono cattoliche sono ora ammesse a ricevere la
Santa Comunione in tutti i luoghi di culto vetero-cattolici
del continente. I vetero-cattolici hanno cessato di
osservare i giorni prescritti di digiuno e astinenza, e non
osservano più l’usanza di ricevere il digiuno della Santa
Comunione. Per queste ed altre ragioni, che non è
necessario dettagliare, noi, il sottoscritto Vescovo,
desideriamo, con questi presenti, dichiarare la nostra
autonomia e la nostra indipendenza da ogni ingerenza
straniera nella nostra dottrina, disciplina e politica.
In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus
caritas.
+Arnold Harris Mathew